normative
Accertamento


Su Italia Oggi del 19 luglio 2010 è apparso un interessante articolo dal titolo "Le schede carburanti vanno compilate con misura".

L'articolista scrive infatti che rappresenta un chiaro indizio di contabilità inattendibile l'indicazione di costi di carburante particolarmente rilevanti rispetto al parco vetture a disposizione del contribuente.
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7272 del 2009 si era già pronunciata sull'argomento, stabilendo l'inattendibilità delle schede carburante determinata dalla sproporzione degli importi in esse indicati.

La stessa giurisprudenza ha sempre sottolineato in più occasioni che detti documenti devono essere compiutamente compilati in ogni loro parte.

Infatti, secondo la Corte di cassazione non sono valide le schede carburante prive:

• dei dati del veicolo (sentenza n. 21769 del 9 novembre 2005);
• della firma dell'addetto al rifornimento (sentenza n. 21941 del 19 ottobre 2007);
• del numero di targa del veicolo (sentenza n. 19820 del 18 luglio 2008).

L'indicazione dei chilometri

Gli utilizzatori delle schede carburanti devono porre particolare attenzione all'indicazione dei chilometri percorsi, che oltre a dover essere coerenti con i rifornimenti effettuati devono altresì essere coerenti con la tipologia di attività svolta.

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In particolare, per il primo aspetto è necessario che l'ammontare dei chilometri percorsi non siano eccedenti o sottostimati rispetto ai rifornimenti eseguiti. I veicoli, infatti, indicano solitamente nel libretto di istruzioni il relativo consumo chilometrico di carburante. Se una vettura, per esempio, è in grado di percorrere 15 chilometri al litro, il rifornimento di 100 litri in tre mesi deve sostanzialmente coincidere con una percorrenza chilometrica di 1.500 chilometri.

L'eventuale indicazione, alternativamente, di 250 chilometri o di 2.500 chilometri evidenzia una anomalia nei rifornimenti documentati dalle schede carburanti.

Per il secondo aspetto, invece, è abbastanza evidente che il consumo chilometrico, ancorché coerente con l'impiego di carburante, deve essere anche in linea con le modalità di svolgimento dell'attività.

L'articolo, di cui sopra, presenta a titolo di esempio il caso di a una pasticceria che effettua rifornimenti di brioche presso alcuni bar della propria città. Si legge che "se i chilometri necessari a tali rifornimenti giornalieri sono pari a 50, una eventuale percorrenza di 150 chilometri al giorno potrebbe legittimamente far ritenere che i chilometri in eccedenza riguardino altri rifornimenti «a nero», a maggior ragione se sono riscontrati ulteriori indizi di evasione nella documentazione contabile sottoposta a controllo."


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