FAQ acquisti di carburante


Per acquisti di carburante gpl e metano, la circolare 8/E/2018 dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito che potrà essere ancora utilizzata la scheda carburante senza necessità di ricevere dal gestore dell'impianto la fattura elettronica.Tuttavia, oltre all'utilizzo della scheda carburante, il pagamento dei rifornimenti dovrà essre effettuato con strumenti tracciabili, quindi è esclsuo il pagamento in contanti.


Nella circolare 8/E/2018 dell'Agenzia delle Entrate è stato chiarito che non sono obbligatorie nella fattura elettronica le informazioni relative alla targa e al modello del veicolo, lasciando tuttavia aperta la possibilità di inserire tali informazioni. Di conseguenza, in sede di emissione della fattura elettronica si deve chiedere al gestore di aggiungere tali informazioni al fine di poter procedere alla corretta detrazione del costo e dell'Iva.


Se l'acquisto di carburante avviene con modalità self service e con l'utilizzo della carta di credito aziendale, si deve utilizzare la fattura elettronica differita, con decorrenza dal 1° gennaio 2019, come anche chiarito nella circolare 8/E/2018 e nel momento di emissione della fattura differita andranno riportate le informazioni, sia pure facoltative, per individuare il veicolo. Sorge il dubbio come sia possibile consegnare al gestore la ricevuta di pagamento, per l'emissione della fattura elettronica, se l'impianto è chiuso e si tratti di veicolo aziendale fuori zona.


A pagina 12 della Circolare 8/E/2018 viene precisato che qualora il pagamento avvenga con carta di credito/debito/prepagata del dipendente e il relativo ammontare gli sia rimborsato, avvalendosi sempre di una delle modalità individuate dalla legge di bilancio (ad esempio tramite bonifico bancario unitamente alla retribuzione) non vi è dubbio che la riferibilità della spesa al dator di lavoro ne consentirà la deducibilità.


Nel momento in cui sarà emessa la fattura elettronica, si dovrà chiedere al gestore di indicare all'interno della stessa i dati riferiti alla targa di prova. In generale l'indicazione della targa non è un dato obbligatorio della fattura elettronica, ma facolativo. I dati identificativi della targa possono essere inseriti nel blocco informativo AltriDatigestionali.


Durante il seminario sulla Fatturazione elettronica organizzato da Confindustria, in data 6 giugno 2018, l'Agenzia delle Entrate ha confermato essere più corretto indicare la data e il numero della precedente fattura elettronica scartata. Si tratta però di un aspetto di particolare rilevanza su cui è auspicabile un chiarimento ufficiale da parte dell'Agenzia delle Entrate.

In generale quindi si può consigliare di riemettere la fattura elettronica, relativa al file scartato dal SdI, con la data ed il numero del documento originario.
Quando questo non sia tecnicamente possibile, ferma la necessità di effettuare la liquidazione dell’imposta in ragione dell’operazione effettuata, il soggetto IVA ha due possibili alternative:

1 emettere una fattura con nuovo numero e data (coerenti con gli ulteriori documenti emessi nel tempo trascorso dal primo inoltro tramite SdI), per la quale risulti un collegamento alla precedente fattura scartata da SdI e successivamente stornata con variazione contabile interna onde rendere comunque evidente la tempestività della fattura stessa rispetto all’operazione che documenta;

2 emettere una fattura come da punto precedente, ma ricorrendo ad una specifica numerazione che, nel rispetto della sua progressività, faccia emergere che si tratta di un documento rettificativo del precedente, variamente viziato e scartato dal SdI.


Il provvedimento ADE del 30 aprile 2018 ha previsto che i soggetti passivi Iva devono procedere alla conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche. Mediante la sottoscrizione di uno specifico accordo di servizio, le fatture elettroniche sia attive che passive potranno essere conservate utilizzando il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate, includendo tra quelle passive anche le fatture elettroniche per acquisti di carburante.


L'Agenzia delle Entrate, con la circolare 8/E/2018 ha confermato che la fattura riepilogativa mensile è possibile nell'ipotesi in cui il gestore dell'impianto autostradale rilasci un buono di consegna che abbia il contenuto minimo del documento di trasporto con: indicazione della data, delle generalità del cedente, del cessionario e dell'eventuale incaricato al trasporto, nonché descrizione della natura, della qualità e della quantità dei beni ceduti. La stessa circolare ha precisato che i buoni di consegna emessi dalle attrezzature automatiche (se contengono le citate informazioni) possono essere utilizzati per la fatturazioe ripeilogativa mensile. In sintesi, il buono di consegna, nel caso di rifornimento self service, dovrebbe contenere i dati dell'acquirente per consentire la fattura riepilogativa differita.


La Circolare 13/E Agenzia delle Entrate n. 13/E del 2 luglio 2018 ha precisato a pagina 9 che, fatte salve le eccezioni contenute nell'articolo 21 del DPR 633/1972 (ad esempio le fatture differite), l'emissione della fattura deve essere contestuale alla cessione del carburante. La contestualità, ovvero l'emissione entro le ore 24 del medesimo giorno della cessione, deve essere valutata alla luce del processo per la creazione e trasmissione del documento al SdI.Si ricorda che la data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo "data" della sezione "Dati generali" del file della fattura elettronica. In altri termini, inviato tempestivamente al SdI il documento, in assenza di suo scarto, i tempi di elaborazione (ossia consegna/messa a disposizione del cessionario/committente) diventano marginali, asumendo rilievo, ai fini della fattura immediata, la sola data di formazione e contestuale invio al SdI.In ogni caso il file fattura, inviato con un minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell'imposta, costituisce violazione non punibile ai sensi dell'articolo 6, comma 5-bis, del Dlegs 18-12-1997 n. 472.


Si ricorda che l'articolo 1 comma 3 del DPR 444/1997 prevede il divieto per i gestori di impianti stradali di distribuzione di carburanti per autotrazione di emettere per la cessione di tali prodotti la fattura prevista dall'articolo 21 del DPR 633/1972 salvo alcune cessioni nei confronti di particolari enti ed istituti, degli autostrasportatori di cose per conto terzi e negli altri casi specificatamente individuati nella Circolare del 12-8-1998 n. 205. Pertanto fino alla data del 31 dicembre 2018 gli impianti stradali di carburante non possono emettere alcun tipo di fattura né cartacea né elettronica per le cessioni di carburante effettuate nei confronti di soggetti titolari di partita IVA.


Chi opera in regime di vantaggio (c.d. soggetto minimo di cui all'articolo 27, commi 1 e 2 del DL 6-7-2011 n. 98, convertito dalla legge n. 111/2011) o forfettario non ha l'obbligo di emettere fatturazione elettronica a fronte della cessione di beni o della prestazione di servizi. Nel caso di acquisti, invece, il fornitore del soggetto "minimo" o forfettario dovrà emettere la fattura elettronica, a meno che anch'esso non si trovi negli stessi regimi (minimo a forfettario, minimo a minimo, forfettario a minimo, forfettario a forfettario).

Il provvedimento del 4 aprile 2018 prot. 73203 ha chiarito quali sono i mezzi di pagamento ideonei a provare l'avvenuta effettuazione delle operazioni di acquisto di carburante presso gli impianti autostradali, tra cui rientrano anche i bonifici bancari e postali. Pertanto questi mezzi sono idonei a consentire la deducibilità della spesa ai sensi del TUIR.

Premesso che la deducibilità e detraibilità delle spese per carburante per autotrazione dal 1° luglio 2018 sono possibili solo se il pagamento del carburante avviene mediante moneta elettronica, si ricorda che in base alla circolare n. 42/E del 2012 è stato chiarito che i soggetti passivi IVA possono non tenere più la scheda carburante a condizione di effettuare i pagamenti esclusivamente con moneta elettronica, utilizzando come documento amministrativo l'estratto conto rilasciato dall'emittente della carta. In tal caso il soggetto IVA dovrà utilizzare questa modalità di acquisto del carburante in sostituzione della tenuta della scheda carburante.

Il D.L. 79/212 ristabilendo “in toto” le previsioni di cui alla scheda carburante ha posto di conseguenza l’obbligo di rispettare la disposizione secondo la quale, come da indicazioni dell’art. 1 comma 3 del D.P.R. 444/1997 “è fatto divieto ai gestori di impianti stradali di distribuzione di carburanti per autotrazione di emettere per la cessione di tali prodotti la fattura prevista dall'articolo 21 del decreto Iva” salvo qualora le cessioni siano effettuate nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali, degli istituti universitari e degli enti ospedalieri, di assistenza e beneficenza nonché degli autotrasportatori di cose per conto terzi o negli altri casi specificatamente individuati nella Circolare del 12/08/1998 n. 205 - Min. Finanze., salvo le preclusioni anzidette, fino al 31 dicembre 2018 gli impianti stradali di carburante non possono emettere alcun tipo di fattura né cartacea né elettronica per le cessioni finali effettuate nei rapporti con soggetti titolari di partita Iva.

L'Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 13/E/2018, in fase di prima applicazione delle nuove disposizioni, considerato anche il necessario adeguamento tecnologico richiesto ai soggetti coinvolti e le relative probabili difficoltà organizzative, ha precisato che il file xml della fattura elettronica, predisposto nel rispetto delle regole tecniche previste dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 ed inviato con un minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell’imposta, costituisce violazione NON punibile.



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